Anno XX – Numero 236 – Serie 8/26

Agosto 2026

Il Diritto d’Autore delle Opere Generate dall’Intelligenza Artificiale nell’Ordinamento Italiano

Autore articolo

Autore: Ing. Gaetano Riccio[1]

Abstract (IT)

Questo articolo esamina l’evoluzione del diritto d’autore in Italia in relazione alle opere generate dall’intelligenza artificiale (IA), con particolare attenzione al recente disegno di legge italiano sull’IA (DDL AI) approvato nel marzo 2025. Sullo sfondo dell’AI Act dell’Unione Europea (Regolamento UE 2024/1689), lo studio analizza la risposta legislativa italiana, volta a integrare le direttive europee affrontando al contempo le sfide peculiari poste dalle creazioni generate dall’IA. La ricerca individua criticità concettuali e giuridiche fondamentali, come la definizione di autorialità, il ruolo dell’intervento umano nelle opere assistite dall’IA e la tutela delle opere protette utilizzate per l’addestramento dei modelli di IA. Attraverso un’analisi comparata con altri ordinamenti, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, l’articolo mette in luce approcci divergenti nei confronti delle opere generate dall’IA e le relative implicazioni per la protezione del diritto d’autore. Avvalendosi di una metodologia interdisciplinare che combina ermeneutica giuridica e conoscenze tecnologiche, lo studio evidenzia significative lacune normative e propone un sistema di tutela differenziato che bilanci la protezione della creatività umana con la promozione dell’innovazione tecnologica. L’articolo conclude sottolineando la necessità di obblighi di trasparenza e di sistemi di licenza collettiva per garantire una remunerazione equa e certezza giuridica nell’era dell’IA, contribuendo così al dibattito accademico e legislativo in corso sui diritti di proprietà intellettuale nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Parole chiave: Diritto d’autore, Intelligenza artificiale, Opere generate dall’IA, Legislazione italiana, AI Act

Abstract (EN)

This article examines the evolving landscape of copyright law in Italy concerning works generated by artificial intelligence (AI), with a particular focus on the recent Italian AI legislative bill (DDL AI) enacted in March 2025. Against the backdrop of the European Union’s AI Act (Regulation EU 2024/1689), the study analyzes the Italian legislative response aimed at integrating European directives while addressing the unique challenges posed by AI-generated creations. The research identifies critical conceptual and legal issues, such as the definition of authorship, the role of human intervention in AI-assisted works, and the protection of copyrighted materials used for AI training. Through a comparative analysis with other jurisdictions, including the United States, the United Kingdom, and Japan, the article highlights divergent approaches to AI-generated works and their implications for copyright protection. Employing an interdisciplinary methodology that combines legal hermeneutics with technological insights, the study reveals significant normative gaps and proposes a differentiated copyright framework that balances the protection of human creativity with the promotion of technological innovation. The article concludes by emphasizing the necessity of transparency obligations and collective licensing schemes to ensure fair remuneration and legal certainty in the AI era, thereby contributing to the ongoing academic and legislative discourse on intellectual property rights in the age of artificial intelligence.

Keywords: Copyright law, Artificial intelligence, AI-generated works, Italian legislation, AI Act

Sommario

Premessa, 1. Il contesto europeo e l’evoluzione normativa, 1.1. L’approccio europeo al diritto d’autore nell’era dell’IA, 1.2. Il processo di adeguamento normativo italiano, 2. La disciplina del diritto d’autore nel DDL AI italiano, 2.1. L’introduzione dell’articolo 70-septies nella legge sul diritto d’autore, 2.2. I principi ispiratori della nuova disciplina, 3. Le sfide concettuali e giuridiche dell’IA nel diritto d’autore, 4. La tutela delle opere utilizzate per l’addestramento dei modelli di IA, 5. Analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici, 5.1. L’approccio statunitense, 5.2. L’approccio inglese e dei paesi di common law, 5.3. L’approccio giapponese, 6. Gap normativi e questioni irrisolte, 7. Metodologia di analisi e prospettive interpretative, 8. Soluzioni proposte e prospettive future, 8.1. Un sistema di tutela differenziato, 8.2. Licenze collettive estese per l’addestramento dei modelli, 8.3. Obblighi di trasparenza e tracciabilità, 9. Conclusioni, Bibliografia

Premessa

Il recente disegno di legge sull’intelligenza artificiale, approvato dal Senato italiano il 20 marzo 2025, rappresenta un tentativo significativo di regolamentare le complesse questioni giuridiche legate alla produzione di opere mediante sistemi di intelligenza artificiale. Il DDL AI introduce importanti novità nel panorama legislativo italiano, in particolare per quanto riguarda la tutela del diritto d’autore delle opere generate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. L’articolo 25 del disegno di legge affronta specificamente questa tematica, inserendosi nel contesto più ampio dell’adeguamento normativo nazionale al Regolamento UE 2024/1689, comunemente noto come AI Act. La presente analisi si propone di esaminare le implicazioni giuridiche di tale intervento legislativo, evidenziando le criticità ancora irrisolte e proponendo possibili soluzioni interpretative nel contesto di un dibattito accademico e giurisprudenziale ancora in evoluzione.

1.       Il contesto europeo e l’evoluzione normativa

L’approvazione dell’AI Act da parte del Parlamento europeo il 24 aprile 2024 ha rappresentato un momento cruciale per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale nel contesto europeo. Il Regolamento europeo ha stabilito un quadro normativo comune per gli Stati membri, lasciando tuttavia ampi margini di autonomia per quanto riguarda specifici settori, tra cui la disciplina del diritto d’autore[2]. L’Italia ha dimostrato particolare attenzione a questa tematica, sostenendo una posizione favorevole a una forte tutela dei diritti d’autore, coerentemente con quanto affermato anche in sede di G7[3].

1.1.             L’approccio europeo al diritto d’autore nell’era dell’IA

La questione del copyright è risultata centrale nel dibattito normativo comunitario sull’intelligenza artificiale. La necessità di bilanciare la tutela dei diritti d’autore con lo sviluppo tecnologico ha portato all’adozione di un approccio equilibrato che consideri sia gli interessi degli autori sia le potenzialità innovative dell’IA. Il Regolamento europeo ha definito un quadro generale, lasciando agli Stati membri il compito di declinare tali principi nelle rispettive legislazioni nazionali.

L’evoluzione tecnologica ha reso necessario ripensare i tradizionali istituti del diritto d’autore. La capacità dei sistemi di intelligenza artificiale di generare contenuti solleva interrogativi fondamentali sulla definizione stessa di “opera dell’ingegno” e di “autore”. Il diritto d’autore tradizionale si basa infatti sul concetto di creatività umana, mentre le opere generate dall’IA introducono nuovi paradigmi che richiedono una rivisitazione di tali principi consolidati.

1.2.             Il processo di adeguamento normativo italiano

In questo contesto, l’Italia ha avviato un processo di adeguamento normativo con l’obiettivo di integrare le disposizioni europee nel proprio ordinamento. Il disegno di legge sull’intelligenza artificiale rappresenta il primo tentativo legislativo in Europa teso ad adottare le disposizioni del nuovo AI Act. L’iter legislativo ha preso avvio con la presentazione del disegno di legge al Senato il 20 maggio 2024, identificato come A.S. 1146.

Il percorso del DDL è stato caratterizzato da diverse fasi di revisione e adeguamento. La prima stesura del testo ha ricevuto osservazioni puntuali da parte della Commissione Europea, che aveva evidenziato alcune incongruenze rispetto al Regolamento UE sull’IA. In particolare, la Commissione aveva espresso preoccupazioni riguardo a disposizioni che duplicavano norme già presenti nel Regolamento europeo, ricordando il principio secondo cui è vietato agli Stati membri replicare le disposizioni di un regolamento europeo nel diritto nazionale.

2.      La disciplina del diritto d’autore nel DDL AI italiano

Il DDL sull’intelligenza artificiale introduce significative novità per quanto riguarda la tutela del diritto d’autore delle opere generate con l’ausilio dell’IA. All’articolo 25, il disegno di legge regola specificamente questa materia, intervenendo sulla legge sul diritto d’autore (Legge 633/1941)[4].

2.1.             L’introduzione dell’articolo 70-septies nella legge sul diritto d’autore

Una delle principali innovazioni del DDL consiste nell’introduzione di un nuovo articolo 70-septies alla legge sul diritto d’autore. Tale disposizione disciplina “la riproduzione e l’estrazione di opere o altri materiali” nel contesto dell’intelligenza artificiale. Questa norma rappresenta un tentativo di regolamentare l’utilizzo di opere protette da diritto d’autore per l’addestramento di sistemi di IA e la generazione di nuovi contenuti.

La formulazione di questa disposizione riflette la necessità di trovare un equilibrio tra la tutela degli autori e lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale. Il legislatore italiano ha cercato di definire un quadro normativo che, pur garantendo adeguata protezione alle opere dell’ingegno, non ostacoli eccessivamente l’innovazione tecnologica in questo settore strategico.

2.2.             I principi ispiratori della nuova disciplina

Il DDL AI si propone di promuovere “un utilizzo corretto, trasparente e responsabile, in una dimensione antropocentrica, dell’intelligenza artificiale”. Questo approccio antropocentrico si riflette anche nella disciplina del diritto d’autore, dove l’elemento umano continua a rivestire un ruolo centrale. La nuova normativa si inserisce nel contesto più ampio della strategia nazionale sull’intelligenza artificiale, che comprende diversi ambiti di intervento, tra cui la tutela del diritto d’autore.

Il disegno di legge mira a cogliere le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, migliorando le condizioni di vita dei cittadini e la coesione sociale, ma sempre nel rispetto dei diritti fondamentali, tra cui la proprietà intellettuale. Questa impostazione è coerente con l’approccio europeo, che pone l’essere umano al centro dello sviluppo tecnologico.

3.      Le sfide concettuali e giuridiche dell’IA nel diritto d’autore

L’intelligenza artificiale generativa pone sfide concettuali e giuridiche significative al tradizionale sistema del diritto d’autore. La capacità dei sistemi di IA di creare contenuti che imitano le caratteristiche delle opere umane solleva interrogativi fondamentali sulla definizione di autorialità e creatività nel contesto giuridico.

Il diritto d’autore tradizionale si fonda sul presupposto che l’opera sia il frutto dell’attività creativa di un essere umano. L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa mette in discussione questo assunto, poiché i sistemi di IA sono in grado di produrre contenuti con un grado di autonomia sempre maggiore. Ciò solleva la questione se tali contenuti possano essere considerati “opere dell’ingegno” ai sensi della normativa sul diritto d’autore e, in caso affermativo, a chi debba essere attribuita la titolarità dei relativi diritti.

La letteratura accademica ha proposto diverse soluzioni a questo problema, che vanno dal riconoscimento della titolarità in capo al programmatore o all’utente del sistema di IA, fino all’esclusione della tutela autoriale per le opere interamente generate dall’intelligenza artificiale. Il DDL AI italiano sembra orientarsi verso una soluzione intermedia, che riconosce la tutela del diritto d’autore per le opere create con l’ausilio dell’IA, ma con specifiche limitazioni.

Un aspetto cruciale nella determinazione della tutela autoriale è il grado di intervento umano nel processo creativo. La nuova normativa italiana dovrebbe distinguere tra opere interamente generate dall’IA e opere in cui l’intelligenza artificiale rappresenta solo uno strumento utilizzato dall’autore umano. Questa distinzione è fondamentale per determinare l’applicabilità delle disposizioni sul diritto d’autore.

Nel caso di opere in cui l’intervento umano è significativo, la tutela autoriale potrebbe essere riconosciuta in modo analogo alle opere tradizionali. Diversamente, per le opere generate autonomamente dall’IA, potrebbero applicarsi regimi di tutela differenziati o limitati. Il DDL AI sembra adottare un approccio che valorizza l’elemento umano, in linea con la tradizione giuridica italiana ed europea.

4.      La tutela delle opere utilizzate per l’addestramento dei modelli di IA

Una questione particolarmente rilevante riguarda la tutela delle opere utilizzate per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. I sistemi di IA generativa necessitano di grandi quantità di dati per il loro funzionamento, incluse opere protette da diritto d’autore. Questo solleva interrogativi sulla legittimità di tale utilizzo e sulla necessità di autorizzazioni o compensi per gli autori delle opere originali.

Il nuovo articolo 70-septies della legge sul diritto d’autore sembra introdurre specifiche eccezioni per consentire l’utilizzo di opere protette nell’addestramento dei modelli di IA. Questa disposizione si inserisce nel dibattito europeo sulle eccezioni al diritto d’autore per finalità di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la tutela degli autori e la promozione dell’innovazione nel campo dell’intelligenza artificiale.

La formulazione di queste eccezioni richiede particolare attenzione per evitare abusi o utilizzi impropri delle opere protette. Il legislatore italiano ha cercato di definire un quadro normativo che, pur consentendo lo sviluppo delle tecnologie di IA, garantisca adeguata protezione agli autori delle opere utilizzate per l’addestramento dei modelli.

Un aspetto importante della nuova disciplina riguarda la trasparenza nell’utilizzo delle opere protette da diritto d’autore. La necessità di informare gli utenti sull’utilizzo di tecnologie di IA e sull’origine dei contenuti generati rappresenta un principio fondamentale del DDL AI, che si riflette anche nella disciplina del diritto d’autore.

Il disegno di legge prevede infatti specifici obblighi di trasparenza per i fornitori di sistemi di IA, incluso l’obbligo di informare gli utenti quando i contenuti sono generati o modificati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Questa disposizione mira a garantire la consapevolezza degli utenti e a prevenire la diffusione di contenuti ingannevoli o manipolati.

5.      Analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici

L’approccio italiano alla tutela del diritto d’autore delle opere generate dall’IA si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da diverse soluzioni normative. Un’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici può fornire utili elementi di riflessione per valutare l’adeguatezza della soluzione adottata dal legislatore italiano.

5.1.             L’approccio statunitense

Negli Stati Uniti, la questione della tutela autoriale delle opere generate dall’IA è stata affrontata principalmente attraverso l’interpretazione giurisprudenziale. Il Copyright Office statunitense ha adottato una posizione restrittiva, escludendo la possibilità di registrare il copyright su opere interamente generate dall’intelligenza artificiale, in quanto prive dell’elemento creativo umano richiesto dalla normativa.

Questa impostazione si basa sul principio secondo cui il diritto d’autore tutela l’espressione creativa di idee, che presuppone necessariamente un autore umano. Le opere generate dall’IA, secondo questa interpretazione, non soddisfano tale requisito e pertanto non possono beneficiare della tutela autoriale.

5.2.             L’approccio inglese e dei paesi di common law

Il Regno Unito ha adottato un approccio più flessibile, riconoscendo la tutela del diritto d’autore per le “computer-generated works” già dal Copyright, Designs and Patents Act del 1988. Secondo questa normativa, nel caso di opere generate dal computer in circostanze tali per cui non esiste un autore umano, il titolare del copyright è considerato la persona che ha predisposto gli accordi necessari per la creazione dell’opera.

Questa soluzione, che attribuisce la titolarità dei diritti al soggetto che ha reso possibile la creazione dell’opera, rappresenta un compromesso interessante che potrebbe ispirare anche altri ordinamenti giuridici. L’approccio inglese riconosce infatti la necessità di tutelare le opere generate dall’IA, pur in assenza di un autore umano tradizionalmente inteso.

5.3.             L’approccio giapponese

Il Giappone ha recentemente modificato la propria normativa sul diritto d’autore per affrontare specificamente la questione delle opere generate dall’IA. La nuova disciplina distingue tra l’utilizzo di opere protette per l’addestramento dei modelli di IA e la tutela delle opere generate dall’intelligenza artificiale.

Per quanto riguarda l’addestramento dei modelli, il Giappone ha introdotto specifiche eccezioni che consentono l’utilizzo di opere protette per finalità di “text and data mining”, senza necessità di autorizzazione da parte dei titolari dei diritti. Questa soluzione mira a promuovere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, pur nel rispetto dei principi fondamentali del diritto d’autore.

6.      Gap normativi e questioni irrisolte

Nonostante il tentativo del legislatore italiano di regolamentare la tutela del diritto d’autore delle opere generate dall’IA, permangono diverse questioni irrisolte che richiedono ulteriori approfondimenti normativi e giurisprudenziali.

Una delle principali questioni irrisolte riguarda la definizione del concetto di “assistenza” dell’intelligenza artificiale nel processo creativo. Il DDL AI fa riferimento alle “opere generate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale”, ma non fornisce criteri chiari per determinare quando l’IA svolge un ruolo meramente strumentale e quando invece assume un ruolo predominante nella creazione dell’opera.

Questa distinzione è fondamentale per determinare il regime di tutela applicabile. Nel caso di opere in cui l’IA svolge un ruolo meramente strumentale, analogamente ad altri strumenti tecnologici utilizzati dagli autori, la tutela autoriale tradizionale potrebbe essere pienamente applicabile. Diversamente, nel caso di opere in cui il contributo umano è minimo o assente, potrebbero essere necessarie soluzioni normative specifiche.

Un’altra questione rilevante riguarda la tutela delle banche dati e delle raccolte di opere utilizzate per l’addestramento dei modelli di IA. Tali raccolte possono costituire opere protette ai sensi della normativa sul diritto d’autore, in quanto frutto di una selezione o disposizione creativa dei contenuti.

Il DDL AI non affronta specificamente questa problematica, lasciando aperti interrogativi sulla legittimità dell’utilizzo di raccolte protette per l’addestramento dei modelli di IA e sull’eventuale necessità di autorizzazioni o compensi per i titolari dei diritti.

Un ulteriore aspetto problematico riguarda la responsabilità per eventuali violazioni del diritto d’autore commesse mediante sistemi di IA. Nel caso in cui un sistema di intelligenza artificiale generi contenuti che violano diritti d’autore esistenti, si pone la questione di chi debba essere considerato responsabile: il programmatore, l’utente, il fornitore del sistema o altri soggetti coinvolti nel processo.

Il DDL AI non fornisce indicazioni specifiche su questo punto, lasciando alla giurisprudenza il compito di definire i criteri per l’attribuzione della responsabilità. Questo rappresenta una lacuna significativa, considerando la crescente diffusione dei sistemi di IA generativa e il conseguente aumento delle potenziali violazioni del diritto d’autore.

7.      Metodologia di analisi e prospettive interpretative

L’analisi della nuova disciplina del diritto d’autore delle opere generate dall’IA richiede un approccio metodologico integrato, che combini l’interpretazione testuale delle disposizioni normative con considerazioni sistematiche e teleologiche.

L’interpretazione delle disposizioni del DDL AI deve tenere conto del contesto normativo in cui si inseriscono, con particolare riferimento alla legislazione europea e ai principi generali del diritto d’autore. L’articolo 1, comma 2 del DDL prevede espressamente che tutte le norme devono essere interpretate e applicate in conformità al diritto dell’Unione europea21, sottolineando l’importanza di un’interpretazione sistematica.

Questo approccio ermeneutico deve considerare anche l’evoluzione tecnologica e le specifiche caratteristiche dei sistemi di intelligenza artificiale. L’interpretazione delle norme sul diritto d’autore deve infatti adattarsi alle peculiarità delle opere generate dall’IA, pur mantenendo la coerenza con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico.

La complessità delle questioni sollevate dall’intelligenza artificiale nel campo del diritto d’autore richiede un approccio interdisciplinare, che integri competenze giuridiche, tecnologiche ed economiche. La comprensione dei meccanismi di funzionamento dei sistemi di IA è infatti essenziale per valutare l’adeguatezza delle soluzioni normative adottate.

Questo approccio interdisciplinare deve coinvolgere esperti di diverse discipline, favorendo un dialogo costruttivo tra giuristi, informatici, economisti e altri professionisti. Solo attraverso questa collaborazione è possibile sviluppare soluzioni normative efficaci e bilanciate, che tengano conto delle diverse dimensioni del fenomeno.

8.      Soluzioni proposte e prospettive future

Alla luce delle criticità evidenziate, è possibile delineare alcune possibili soluzioni per affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale nel campo del diritto d’autore.

8.1.             Un sistema di tutela differenziato

Una possibile soluzione consiste nell’adozione di un sistema di tutela differenziato, che distingua diverse categorie di opere generate dall’IA in base al grado di intervento umano nel processo creativo. Questo approccio potrebbe prevedere:

  • Piena tutela autoriale per le opere in cui l’IA svolge un ruolo meramente strumentale, analogamente ad altri strumenti tecnologici;
  • Tutela limitata per le opere in cui l’intervento umano è significativo ma non predominante;
  • Esclusione dalla tutela autoriale per le opere interamente generate dall’IA senza significativo intervento umano.

Questa soluzione consentirebbe di adattare il regime di tutela alle specifiche caratteristiche di ciascuna opera, garantendo un equilibrio tra la protezione della creatività umana e la promozione dell’innovazione tecnologica.

8.2.             Licenze collettive estese per l’addestramento dei modelli

Per quanto riguarda l’utilizzo di opere protette nell’addestramento dei modelli di IA, una soluzione interessante potrebbe essere rappresentata dall’adozione di un sistema di licenze collettive estese, sul modello di quello adottato nei paesi scandinavi. Questo sistema consentirebbe l’utilizzo di opere protette per finalità di addestramento dei modelli di IA, previa corresponsione di un compenso equo ai titolari dei diritti, gestito da società di gestione collettiva.

Tale soluzione rappresenterebbe un compromesso equilibrato tra l’esigenza di promuovere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la necessità di garantire una remunerazione adeguata agli autori delle opere utilizzate. Il sistema di licenze collettive estese potrebbe essere integrato nel nuovo articolo 70-septies della legge sul diritto d’autore, fornendo una base normativa chiara per l’utilizzo di opere protette nell’addestramento dei modelli di IA.

8.3.             Obblighi di trasparenza e tracciabilità

Un’ulteriore soluzione riguarda l’introduzione di specifici obblighi di trasparenza e tracciabilità per i sistemi di IA generativa. Questi obblighi potrebbero includere:

  • L’indicazione chiara dell’utilizzo di tecnologie di IA nella generazione di contenuti;
  • L’informazione sulle opere utilizzate per l’addestramento dei modelli;
  • La documentazione del processo creativo e del grado di intervento umano.

Tali obblighi consentirebbero di aumentare la trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, facilitando la determinazione del regime di tutela applicabile e la risoluzione di eventuali controversie sul diritto d’autore.

9.      Conclusioni

Il DDL AI rappresenta un importante passo avanti nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale nell’ordinamento italiano, con significative implicazioni per la tutela del diritto d’autore delle opere generate dall’IA. L’introduzione di specifiche disposizioni in materia, in particolare il nuovo articolo 70-septies della legge sul diritto d’autore, testimonia la consapevolezza del legislatore italiano rispetto alle sfide poste dall’evoluzione tecnologica.

Tuttavia, permangono diverse questioni irrisolte che richiedono ulteriori approfondimenti normativi e giurisprudenziali. La definizione del concetto di “assistenza” dell’IA nel processo creativo, la tutela delle raccolte utilizzate per l’addestramento dei modelli e la responsabilità per violazioni del diritto d’autore rappresentano solo alcune delle problematiche che necessitano di soluzioni specifiche.

L’approccio italiano alla tutela del diritto d’autore delle opere generate dall’IA si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da diverse soluzioni normative. L’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici evidenzia la complessità delle questioni in gioco e la necessità di un approccio equilibrato, che tenga conto sia degli interessi degli autori sia delle potenzialità innovative dell’intelligenza artificiale.

In prospettiva futura, sarà fondamentale monitorare l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in questo settore, valutando l’efficacia delle soluzioni adottate e proponendo eventuali adeguamenti. Solo attraverso un costante dialogo tra legislatore, giurisprudenza, dottrina e operatori del settore sarà possibile sviluppare un quadro normativo coerente ed efficace, in grado di affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale nel campo del diritto d’autore.

Bibliografia

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Riferimenti normativi e documentali

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  • Senato della Repubblica Italiana, Disegno di legge n. 1146 “Disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale” (2025).
  • Legge 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
  • Copyright, Designs and Patents Act 1988 (UK).
  • U.S. Copyright Office, Compendium of U.S. Copyright Office Practices (3rd Edition), 2021.

[1] Docente a contratto presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II corso di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni e presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli corso Sistemi informativi per la P.A, Dirigente Area Informatica della Giunta della Regione Campania, Direttore del Dipartimento Intelligenza Artificiale di supporto alle Pubbliche Amministrazioni dell’Ente Nazionale Intelligenza Artificiale (ENIA), Componente esterno del Comitato d’indirizzo dei Corsi di Studio dell’Area Economica del Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi

[2]  Dipartimento per il programma di Governo, Focus Analisi del quadro normativo in materia di Intelligenza artificiale (D.D.L. IA e Regolamento UE su IA)

[3] M. Mantovani, (2017), Exceptio veritatis e scriminante putativa del diritto di cronaca: Un problema ancora attuale?

[4] Marianna Riedo, Federico Toscani (2025) Il Senato approva il DDL sull’intelligenza artificiale: ultime modifiche e persistenti criticità, Diritto al Digitale

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