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Parte 1 – L’economia della sicurezza diagnostica nell’era del PNRR
Senior consultant- Ufficio di Rendicontazione e Controllo- Unità di Missione per l’attuazione degli interventi del PNRR Ministero della Salute. Esperto in legislazione europea e nazionale in materia di Fondi Comunitari e PNRR, controllo della spesa, contratti pubblici, assistenza tecnica alla P.A. in materia di monitoraggio e rendicontazione
Introduzione
La sicurezza diagnostica, intesa come correttezza, tempestività e adeguatezza delle procedure, costituisce un elemento strategico per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari. Nel dettaglio, la fase diagnostica è considerata la più delicata all’interno del percorso assistenziale. Secondo l’OECD (2025), nei Paesi ad alto reddito fino al 15% delle diagnosi risulta errato o tardivo, con un impatto economico stimato pari al 17,5% della spesa sanitaria complessiva. (OECD, 2025).
Nel contesto del PNRR italiano, gli interventi in ambito digitale, lo sviluppo delle infrastrutture territoriali e l’adozione della telemedicina offrono un’opportunità concreta per diminuire gli errori diagnostici e trasformare la diagnostica in un investimento ad alto valore economico. La Missione 6 “Salute” del PNRR rappresenta il quadro strategico per valorizzare la diagnostica come leva di sostenibilità: innovazione tecnologica, digitalizzazione, reti territoriali e telemedicina sono fattori determinanti per migliorare sicurezza ed efficienza.
Dunque, nello scenario così descritto, il PNRR costituisce una piattaforma di finanziamento senza precedenti, orientata a rafforzare prevenzione, prossimità territoriale e digitalizzazione. Ne deriva la necessità di considerare la sicurezza diagnostica non solo come questione clinica, ma come driver economico-strategico: incrementare la qualità diagnostica significa generare valore, ridurre inefficienze e accrescere la sostenibilità del sistema sanitario.
Il presente elaborato esamina le implicazioni economiche della sicurezza diagnostica, approfondisce le misure previste dal PNRR, analizza il ruolo crescente della tele-diagnosi territoriale e propone linee di indirizzo per ottimizzare l’impatto degli investimenti in questo settore.
Il contesto del PNRR e le implicazioni per la diagnostica
La Missione 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si articola in due componenti fondamentali:
- Componente 1: reti di prossimità, strutture e telemedicina;
- Componente 2: innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
All’interno della Componente 1, la misura M6C1 I1.2, denominata “Casa come primo luogo di cura e telemedicina”, prevede il finanziamento di interventi volti a potenziare l’assistenza domiciliare, istituire centrali operative territoriali e implementare servizi di telemedicina dedicati alla gestione dei pazienti cronici. In tale ambito, il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato l’avviso per la piattaforma nazionale di telemedicina, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire l’integrazione dei servizi regionali. Secondo le dichiarazioni ufficiali, il settore della sanità digitale assorbirà circa il 45% delle risorse complessive del PNRR, evidenziando la centralità del digitale nei processi di innovazione sanitaria.
Gli interventi previsti esercitano un impatto diretto sulla diagnostica, attraverso:
- Ammodernamento del parco tecnologico (apparecchiature di imaging e diagnostica di laboratorio);
- Interoperabilità dei sistemi informativi (es. fascicolo sanitario elettronico);
- Rafforzamento dell’offerta diagnostica territoriale (Case della Comunità, Ospedali di Comunità).
In tale contesto, la sicurezza diagnostica assume una duplice valenza: da un lato, quale obiettivo imprescindibile di qualità clinica; dall’altro, come fattore abilitante di efficienza economica e sostenibilità del sistema sanitario. La capacità di garantire diagnosi accurate e tempestive non si configura soltanto come requisito tecnico, ma come determinante strategico per la riduzione degli sprechi, l’ottimizzazione delle risorse e la generazione di valore nel lungo periodo.
| (Missione 6) con impatto sulla diagnostica | Descrizione sintetica | Budget stimato (€ mld) |
| M6C1 – Reti di prossimità, strutture e telemedicina | Creazione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità e telemedicina per pazienti cronici | 2,72 |
| M6C2 – Innovazione e digitalizzazione SSN | Ammodernamento tecnologico (TAC, RM, laboratori), digitalizzazione e interoperabilità dei dati | 1,20 |
| FSE 2.0 e Data Governance | Fascicolo Sanitario Elettronico interoperabile e standardizzazione dei flussi informativi | 1,38 |
Tabella 1. Principali interventi del PNRR
L’economia della sicurezza diagnostica
La letteratura economica evidenzia come una diagnosi tempestiva, accurata e appropriata contribuisca in modo significativo alla riduzione dei costi sanitari, evitando ricoveri non necessari, degenze prolungate, terapie inappropriate e contenziosi medico-legali. Secondo il Working Paper “The Economics of Diagnostic Safety” dell’OECD (2024), dimezzare gli errori diagnostici potrebbe liberare risorse pari a circa l’8% della spesa sanitaria complessiva.
Un esempio emblematico proviene dagli studi sulle malattie rare: il cosiddetto “diagnostic odyssey” comporta costi medi di migliaia di euro superiori rispetto ai gruppi di controllo, a causa di iter diagnostici lunghi e complessi. In questa prospettiva, la sicurezza diagnostica non deve essere interpretata esclusivamente come un costo evitato, bensì come un investimento generatore di valore, capace di ridurre sprechi, migliorare l’efficienza e ottimizzare l’allocazione delle risorse.
Dal punto di vista economico e organizzativo, emergono quattro aree critiche:
- Costi evitabili: ricoveri, ri-ammissioni e procedure aggiuntive derivanti da diagnosi errate o tardive.
- Valore aggiunto: percorsi assistenziali più efficienti, maggiore appropriatezza delle cure e aderenza ai protocolli diagnostici.
- Economia di scala e apprendimento: l’adozione di strumenti digitali e processi standardizzati riduce la variabilità, accelera i tempi e migliora la qualità diagnostica.
- Sostenibilità del sistema: in un contesto di cost-containment, investire nella sicurezza diagnostica significa rafforzare la resilienza e l’orientamento al valore del sistema sanitario.
Ne consegue che gli investimenti previsti dal PNRR devono essere valutati non solo in termini di input (apparecchiature, infrastrutture), ma soprattutto in termini di output e outcome: riduzione degli errori diagnostici, tempi di diagnosi più rapidi, costi evitati e miglioramento della qualità dei percorsi assistenziali.
Tele-diagnosi territoriale: un fattore abilitante della sicurezza diagnostica
Una dimensione emergente della diagnostica sicura è la tele-diagnosi territoriale, ossia l’erogazione di prestazioni diagnostiche – o il supporto alla diagnosi – al di fuori dell’ospedale tradizionale, mediante tecnologie digitali, telemedicina, monitoraggio remoto e integrazione con la rete territoriale. Nel contesto del PNRR, la Componente 1 finanzia la telemedicina per pazienti cronici (misura M6C1 I1.2.3) e prevede la realizzazione di una piattaforma nazionale di telemedicina.
La tele-diagnosi può contribuire alla sicurezza diagnostica attraverso:
- Presa in carico precoce e continuità diagnostica, riducendo ritardi nello screening e nel follow-up.
- Maggiore accessibilità alle prestazioni diagnostiche in ambito territoriale e domiciliare, riducendo disparità geografiche e tempi di attesa.
- Integrazione dei dati clinici tra ospedale, territorio e medicina di base, grazie alla condivisione dei referti e del fascicolo sanitario elettronico.
- Supporto decisionale e monitoraggio remoto, che riducono la variabilità e aumentano l’accuratezza diagnostica.
Tuttavia, la tele-diagnosi presenta sfide rilevanti: interoperabilità dei sistemi, formazione del personale, governance coerente, valutazione degli esiti, tutela della privacy e misurazione degli impatti economici. L’integrazione di tali modelli nel PNRR costituisce un’opportunità strategica, ma richiede un approccio metodologico rigoroso nella progettazione e nella rendicontazione.
Innovazione tecnologica, digitalizzazione e diagnostica sicura nel PNRR
Gli investimenti previsti dal PNRR in ambito digitale e tecnologico rappresentano un moltiplicatore di opportunità per la diagnostica sicura. Il mercato ICT sanitario italiano è in rapida espansione: secondo stime recenti, raggiungerà quasi 3 miliardi di euro entro il 2026, con tassi di crescita significativi per tecnologie abilitanti quali intelligenza artificiale (+35%), cloud computing (+25%) e cybersecurity (+15%). (Adnkronos, 2025).
Queste soluzioni contribuiscono alla diagnosi attraverso:
- Sistemi di supporto decisionale basati su AI, che supportano gli operatori nell’interpretazione di immagini e nell’identificazione di segnali clinici.
- Piattaforme cloud interoperabili, che aggregano dati diagnostici, referti, immagini e favoriscono modelli di learning health system, di analisi di popolazione, garantendo un continuo miglioramento continuo dei modelli di analisi.
- Telemedicina e tele-diagnostica, per estendere la capacità diagnostica territoriale in contesti di prossimità.
- Standard informativi e infrastrutture interoperabili, (ad esempio, fascicolo sanitario elettronico, ecosistema dati sanitari) che rendono possibile un flusso integrato e sicuro delle informazioni diagnostiche.
L’efficacia di tali interventi, tuttavia, dipende da modelli organizzativi solidi, governance chiara e processi di valutazione capaci di misurare i ritorni in termini di sicurezza diagnostica, efficienza e sostenibilità.
| Effetti clinico-economici | Indicatore di outcome | Stima del beneficio medio | |
| Riduzione errori diagnostici | Minori eventi avversi, minori riammissioni | % errori diagnostici evitati | Fino a –50 % errori → +8 % risparmio spesa sanitaria (OECD 2025) |
| Diagnosi precoce | Migliore prognosi e minori costi di trattamento | Tempo medio alla diagnosi | –30 % costo medio annuo per patologia cronica |
| Appropriatezza diagnostica | Riduzione di esami duplicati o inutili | N° esami ripetuti/1000 pazienti | –15–20 % di esami ripetuti |
| Digitalizzazione e interoperabilità | Miglior efficienza dei processi | Tempo medio di refertazione | –25 % tempi diagnostici medi |
Tabella 2. Impatti economici della sicurezza diagnostica
Tele-diagnosi territoriale: un nuovo paradigma
La tele-diagnosi territoriale amplia la capacità diagnostica oltre i confini dell’ospedale tradizionale, attraverso l’impiego di tecnologie digitali e piattaforme di telemedicina.
Il suo obiettivo primario è garantire continuità assistenziale, accessibilità alle prestazioni e tempestività nella diagnosi, con particolare attenzione ai contesti periferici e ai pazienti cronici.
| Benefici attesi | Sfide operative | |
| Diagnosi precoce a domicilio o in Casa della Comunità | Riduzione tempi di accesso, monitoraggio continuo | Standardizzazione protocolli e qualità dei dati |
| Integrazione dati tra territorio e ospedale | Diagnosi condivisa, riduzione duplicazioni | Interoperabilità e sicurezza informatica |
| Supporto decisionale basato su AI | Riduzione variabilità e aumento accuratezza | Formazione operatori e validazione algoritmi |
| Riduzione disparità territoriali | Accesso omogeneo alle prestazioni diagnostiche | Equità di banda e infrastruttura digitale |
Tabella 3. Tele-diagnosi territoriale: impatti e sfide
La tele-diagnosi si configura, dunque, come una tecnologia abilitante per la sicurezza diagnostica, poiché favorisce la creazione di una rete clinica integrata e consente una gestione proattiva del paziente lungo l’intero percorso assistenziale.
Parte 2 – Governance e responsabilità
Autore
Giuseppe Turano
Esperto in legislazione europea e nazionale in materia di Fondi Comunitari e PNRR, controllo della spesa, contratti pubblici, assistenza tecnica alla P.A. in materia di procedure di appalto, trasparenza, anticorruzione e privacy.
Governance e responsabilità nella diagnostica sicura
L’efficacia degli investimenti in diagnostica sicura dipende dalla capacità di definire un sistema di governance orientato alla misurazione degli impatti e alla responsabilizzazione dei processi. In tale prospettiva, i KPI costituiscono strumenti imprescindibili per il monitoraggio e la rendicontazione dell’efficacia delle azioni intraprese. Tra i più significativi si annoverano:
- Tasso di errori diagnostici, da rilevare in modo strutturato e continuativo;
- Tempo medio di refertazione, indicatore dell’efficienza dei processi diagnostici;
- Indice di appropriatezza degli esami, utile per ridurre ridondanze e duplicazioni;
- Costi evitati, correlati a ricoveri, riammissioni o trattamenti impropri derivanti da diagnosi errate o tardive;
- Livello di integrazione e interoperabilità dei sistemi informativi, fattore determinante nella tele-diagnosi.
Nel modello imposto dal PNRR, la valutazione degli investimenti deve privilegiare gli outcome, ossia i benefici clinici ed economici, rispetto ai meri output. La governance locale assume, pertanto, un ruolo critico: l’introduzione di tecnologie non genera automaticamente valore se non accompagnata da interventi sui processi, sulla formazione e sull’interoperabilità dei sistemi.
In quest’ottica, la sostenibilità economica della diagnostica si realizza quando gli investimenti producono un miglioramento stabile e misurabile della qualità assistenziale, riducendo sprechi e incrementando l’efficienza complessiva del sistema.
Parallelamente, la governance deve promuovere l’integrazione tra ospedale e territorio, consolidare una cultura della sicurezza e adottare approcci basati su data-driven decision making. Nel quadro del PNRR, gli interventi devono essere rendicontabili e misurabili non solo in termini di output, ma soprattutto di outcome, ossia benefici clinici ed economici effettivamente generati.
Un modello locale ben governato non si limita all’acquisizione di tecnologie, ma richiede l’evoluzione dei processi, la formazione del personale, la garanzia di interoperabilità e il monitoraggio sistematico degli impatti. La sostenibilità economica della diagnostica, pertanto, non è funzione esclusiva della tecnologia, bensì della capacità di innovare i modelli organizzativi e gestionali. Solo attraverso tale trasformazione la diagnostica può configurarsi come leva di efficienza, anziché come costo aggiuntivo.
La responsabilità nella tele-diagnosi
La tele-diagnosi introduce un paradigma innovativo, ma complesso, in cui la responsabilità professionale assume particolare rilevanza. L’erogazione di prestazioni diagnostiche a distanza – refertazione in remoto, supporto alla diagnosi, monitoraggio domiciliare o interazione con piattaforme di IA – richiede un quadro normativo e organizzativo che garantisca sicurezza, chiarezza dei ruoli e tracciabilità delle decisioni.
Responsabilità clinica e continuità del dato
Nell’ambito della tele-diagnosi, la responsabilità clinica permane in capo al professionista che formula la diagnosi, ma il processo coinvolge una pluralità di attori:
- Personale territoriale incaricato della rilevazione dei dati;
- Piattaforme digitali per acquisizione e trasmissione;
- Specialisti a distanza per l’interpretazione;
- Sistemi decisionali automatizzati a supporto del sospetto clinico.
La corretta attribuzione delle responsabilità richiede protocolli chiari, linee guida condivise e sistemi di audit continuo, al fine di garantire la tracciabilità di ogni fase della catena diagnostica.
Interoperabilità e rischio sistemico
L’affidabilità della tele-diagnosi dipende in modo critico dall’interoperabilità dei sistemi informativi. Errori di sincronizzazione, referti non correttamente caricati nel Fascicolo Sanitario Elettronico o comunicazioni incomplete tra territorio e ospedale possono generare omissioni diagnostiche. In tali circostanze, la responsabilità non è esclusivamente individuale, ma spesso riconducibile a fallimenti di sistema, imputabili a:
- Carenze infrastrutturali;
- Mancata integrazione software;
- Assenza di procedure standardizzate;
- Inadeguata formazione degli operatori.
Da tale contesto nasce l’esigenza di avere una governance solida, capace di presidiare sia la sfera clinica sia quella tecnologica, organizzativa e giuridica.
Ruolo dell’Intelligenza Artificiale
L’introduzione di sistemi di supporto decisionale basati su IA richiede un ulteriore livello di attenzione nella ripartizione delle responsabilità. L’IA non sostituisce il medico, ma lo assiste: il professionista rimane responsabile della decisione finale, mentre il sistema deve garantire:
- Trasparenza degli algoritmi;
- Tracciabilità dei processi decisionali;
- Validazione clinica continua.
In assenza di tali presidi, aumenta il rischio di automated bias, ossia errori sistematici derivanti da un affidamento eccessivo alla tecnologia.
Una responsabilità “di sistema”
La tele-diagnosi impone un approccio multilivello alla responsabilità: professionale, istituzionale, organizzativa e tecnologica. Il PNRR, con la sua logica di investimento strutturale, rappresenta un’opportunità per ridefinire questi perimetri, promuovendo standard comuni, sistemi interoperabili e modelli di governance capaci di prevenire errori prima che si verifichino.
La diagnostica deve essere considerata una leva strategica per la sostenibilità del sistema sanitario: migliorare l’accuratezza, ridurre i ritardi e contenere la variabilità significa generare valore clinico ed economico.
Gli investimenti previsti dal PNRR saranno efficaci solo se accompagnati da governance solida, KPI pertinenti e innovazione digitale e organizzativa. In tale prospettiva, la tele-diagnosi territoriale emerge come fattore abilitante della sicurezza diagnostica, estendendo la capacità di diagnosi oltre l’ospedale e potenziando accessibilità, continuità e efficienza dei percorsi assistenziali.
In sintesi, la sfida non consiste esclusivamente nell’adozione di tecnologie avanzate, ma nella trasformazione della diagnostica in un motore di valore, capace di sostenere un Servizio Sanitario Nazionale più efficiente, equo e resiliente.
Bibliografia
Letteratura scientifica internazionale
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Meyer, A. N., Giardina, T. D. (2023). Systems Issues in Diagnostic Error: A Review. Journal of General Internal Medicine.
Singh, H., et al. (2024). Improving Diagnostic Safety in Digital Health Ecosystems. BMJ Quality & Safety.
Topol, E. (2024). Deep Medicine Revisited: AI and Diagnostic Accuracy. The Lancet Digital Health.
Wachter, R. (2024). AI, Responsibility and the Clinician’s Role in Tele-Diagnosis. NEJM Catalyst.
Economia sanitaria e valutazione
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Tecnologia, cybersecurity e dati sanitari:
ENISA – European Union Agency for Cybersecurity (2024). Cybersecurity Risks in Healthcare Diagnostic Systems.
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Altre fonti consultate
Adnkronos (2025). Sanità digitale: una strategia nazionale oltre il PNRR – mercato ICT a 2,93 miliardi nel 2026.
Ministero della Salute (2024). PNRR: Avviso per la piattaforma nazionale di telemedicina.
Ministero della Salute (2025). Telemedicina – PNRR e PNC.
OECD (2017). Slawomirski, L., Auraaen, A., Klazinga, N. The economics of patient safety: Strengthening a value-based approach to reducing patient harm. OECD Health Working Papers, No. 96.
OECD (2024). The economics of diagnostic safety: Setting the scene. OECD Publishing, Paris.
PNRR Missione 6 – Casa come primo luogo di cura e telemedicina.
Schillaci, O. (2024). Digitale in sanità: il 45% delle risorse PNRR dedicate al tema. Sanità 33.
Slawomirski, L., Kelly, D., de Bienassis, K., Kallas, K.-A., Klazinga, N. (2025). The economics of diagnostic safety. OECD Health Working Papers, No. 176. OECD Publishing, Paris.