Anno XX – Numero 236 – Serie 8/26

Agosto 2026

Presentazione dell’OSSERVATORIO RELIGIONE/I E DIRITTO – Geopolitica e Geopolitica delle Religioni

Autore articolo

Direttore: Dott. Ph.D. Pietro Polieri

L’OSSERVATORIO RELIGIONE/I E DIRITTO – Geopolitica e Geopolitica delle Religioni si ripropone di aprire una serie di finestre euristiche su alcune questioni centrali nel dibattito scientifico e accademico contemporaneo, ormai ineludibili per il loro peso specifico in sé e per la loro capacità di incidenza, diretta o indiretta, tanto su dinamiche interne alle società statuali quanto su quelle caratterizzanti le relazioni internazionali e gli equilibri globali.

La prima feritoia analitica che si intende schiudere riguarda proprio il protagonismo della religione e delle religioni nell’ambito pubblico, ovvero al di fuori del cosiddetto ‘foro interno’ della coscienza individuale (nel quale rimane/rimarrebbe un problema intra-individuale e del tutto privato), e, quindi, nello spazio dei rapporti tra soggetti giuridici riconoscibili e individuabili, di per se stessi capaci di lanciare istanze legittime, oltre che partecipare attivamente e significativamente alla vita sociale e politica ‘esteriore’. Questo non può che implicare l’interesse e l’attivazione del Diritto a fronte di richieste e di comportamenti che, provenienti da una considerevole pluralità di formazioni, di agenzie e di soggetti religiosi che possano insistere su specifiche porzioni territoriali, devono essere riportati all’ordine statuito o rappresentare, nella loro eventuale novità fattuale, una sollecitazione alla produzione di disposizioni normative ‘creative’, adeguate, però, allo spirito giuridico generale del Paese che li valuta e tratta e/o al complesso di valori e principi umani fondamentali che animano e innervano le configurazioni testuali normative di tipo sovra- e inter-nazionale. Problemi come la necessità di armonizzare il rapporto tra lo Stato e le confessioni religiose, l’opportunità di riconoscere o meno inedite forme di associazione religiosa, ovvero di gruppi che fondano la loro coesione interna su credenze (e testi, laddove ne abbiano eletto qualcuno) differenti da quelle ordinariamente considerate, la libertà religiosa e di coscienza degli individui rispetto a precisi ordinamenti giuridici statuali o a specifiche sentenze emesse da organi giudiziari idoneamente preposti, e altri ancora che connotano il profilo identitario di tale segmento di studio che in questa sede si vuole attenzionare, sono da giudicare un patrimonio conoscitivo (e pratico-fattuale) non certo trascurabile, nella misura in cui, per di più, concorre alla determinazione, nelle forme più varie, dei processi sociali, culturali e politici caratterizzanti la contemporaneità.

L’altro scenario che si vuole esaminare grazie al presente Osservatorio è strettamente connesso al precedente, in quanto ne rappresenta la naturale evoluzione sul piano più specificamente internazionale. Nel senso che non è più aggirabile la consapevolezza di un ritorno massivo delle religioni all’interno dello smerigliato e il più delle volte caotico spazio globale, di tipo sia politico sia giuridico. I processi di globalizzazione, che, nonostante la persistenza dei confini tra Stati sovrani, tende progressivamente, se non a eroderli, per lo meno a saggiarne la forza e la resistenza, sta ponendo in essere una serie di problemi di governo della pluralità ‘mobile’ di persone appartenenti a confessioni religiose differenti e a molteplici dimensioni etno-culturali, tra loro non sempre compatibili e più facilmente in conflitto che in pace. Inoltre il fenomeno della ripresa degli atti di terrorismo di matrice religiosa, connessi saldamente alla reviviscenza del fanatismo di marca confessionale tanto su scala nazionale quanto soprattutto su scala mondiale, non può esimere gli studiosi dallo stimare come necessariamente fondamentale una valutazione sempre più accorta, vigile e capillare del ruolo giocato nel magma ecumenico-politico inter-statuale da religioni ormai del tutto rientrate nella dimensione pubblica, dopo anni di esilio coatto nella dimensione privata della coscienza individuale, dove erano state relegate dal postulato dello Stato westphaliano, in base al quale la religione e le religioni, una volte poste al centro dello spazio pubblico, principalmente internazionale, generano quasi naturalmente occasioni di intolleranza e di conflitto diffuso, sino addirittura ad arrivare a provocare forme di collasso di spezzoni dell’ordine internazionale. A dispetto, dunque, di tale interpretazione limitante del ruolo pubblico delle religioni, questo Osservatorio intende tener dietro allo svolgimento delle vicende internazionali, mantenendo vivo e acuto lo sguardo sul modo in cui le religioni in qualche modo lo influenzino e ne intarsino il profilo.

In terza battuta, questo Osservatorio si presenta anche quale spazio aperto di riflessione geopolitica sulle più diverse piattaforme regionali internazionali, che stanno odiernamente surriscaldando il quadro delle relazioni globali, al punto da determinarne costantemente quella trasformazione di cui si intende registrare di volta in volta l’occorrenza e la fenomenologia. In questo modo è possibile che l’Osservatorio mostri, in tale sua duplicità polare euristica, geopolitica pura e geopolitica delle religioni, una capacità di indagine diversificata quanto eufonicamente articolata, così da lasciare agli studiosi superfici di ricerca quanto più ampie e ariose possibile, pur nella specialità/specificità degli indirizzi metodologici ed epistemologici di ciascuno di essi, e in considerazione della peculiarità competenziale di questi in ordine alle aree geografiche di interesse.

Così l’OSSERVATORIO RELIGIONE/I E DIRITTO – Geopolitica e Geopolitica delle Religioni si candida a rappresentare, all’interno di Ratio Iuris, una zona di intersezione dinamica di esperti, che sappiano fornire ai lettori dei loro contributi pur specialistici l’idea di un ampio respiro di vedute e prospettive indagative connotate da analisi di tipo integrato e olistico.

Il Direttore dell’Osservatorio

Dott. Ph.D. Pietro Polieri                

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