Anno XX – Numero 236 – Serie 8/26

Agosto 2026

Un Approccio Fuzzy alla “Fiducia” nella Pubblica Amministrazione: Modelli matematici nell’Era dell’Intelligenza Artificiale

Sunto

Questo articolo elabora un approccio matematico innovativo per l’analisi quantitativa della fiducia nelle organizzazioni pubbliche. Integrando teoria fuzzy e algoritmi di intelligenza artificiale, presentiamo un quadro formale che consente di valutare il grado di fiducia all’interno delle strutture amministrative. Il nostro contributo si articola attraverso due teoremi fondamentali: il primo stabilisce una correlazione tra livelli di fiducia e performance organizzativa; il secondo identifica le condizioni necessarie affinché l’adozione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale massimizzi la generazione di valore pubblico. L’originalità del modello risiede nell’intersezione tra diritto amministrativo, scienze organizzative e formalizzazione matematica, offrendo uno strumento concreto per ripensare i rapporti fiduciari all’interno delle amministrazioni pubbliche contemporanee.

1 Introduzione

Nell’attuale panorama della pubblica amministrazione, la fiducia emerge come elemento strutturale determinante per garantire funzionalità ed efficienza organizzativa. La letteratura contemporanea in materia amministrativa, come evidenziato da Ripepi (2025), (2024), ha cominciato a riconoscere nella fiducia “una risorsa che, contrariamente ad altre, si accresce con l’utilizzo piuttosto che esaurirsi” (p. 12). Particolarmente significativa risulta la distinzione, proposta dallo stesso autore, tra “fiducia tecnica” – quella riposta dal dirigente nelle competenze dei propri collaboratori – e “fiducia tecnico-politica” – quella che intercorre nei rapporti tra decisori politici e dirigenza apicale.

La creazione di valore pubblico, elemento centrale nelle ricerche di Deidda Gagliardo (2017), rappresenta l’obiettivo primario delle istituzioni pubbliche e necessita di una gestione accurata delle dinamiche fiduciarie, sia interne che verso gli stakeholder. Il paradigma del Public Value Management, articolato da Deidda Gagliardo (2019), pone al centro la capacità delle istituzioni di produrre benefici collettivi attraverso meccanismi di co-creazione fondati sulla reciprocità fiduciaria tra attori istituzionali e sociali.

Nonostante il crescente riconoscimento dell’importanza della fiducia, si registra nella letteratura scientifica una carenza di modelli formalizzati che consentano di quantificare e analizzare empiricamente questo elemento nelle dinamiche organizzative. Il nostro contributo intende colmare questa lacuna, proponendo un modello matematico che integra logica fuzzy e intelligenza artificiale per l’analisi quantitativa della fiducia nelle amministrazioni pubbliche.

La scelta metodologica della logica fuzzy deriva dalla natura intrinsecamente sfumata del concetto di fiducia, difficilmente riconducibile a categorizzazioni binarie e più adeguatamente rappresentabile attraverso gradazioni continue. L’apporto dell’intelligenza artificiale, d’altro canto, consiste nella capacità di elaborare dati complessi e identificare correlazioni non immediatamente evidenti, permettendo di costruire modelli predittivi anche in presenza di informazioni parziali o incerte.

2 Formalizzazione Matematica della Fiducia

2.1 La fiducia come misura fuzzy

Proponiamo di formalizzare la fiducia attraverso una misura fuzzy definita su uno spazio appropriato. Consideriamo X come l’insieme degli attori organizzativi (dirigenti, funzionari, organi politici) e indichiamo con P(X) l’insieme delle parti di X.

Definizione 1. Definiamo misura fuzzy di fiducia una funzione μ : P(X) → [0, 1] che soddisfa le seguenti proprietà:

  1. μ(∅) = 0
  2. μ(X) = 1
  3. Per ogni A ⊆ B ⊆ X, risulta μ(A) ≤ μ(B)

Per ogni sottoinsieme A ∈ P(X), il valore μ(A) rappresenta il grado di fiducia associato a tale gruppo di attori organizzativi.

2.2 Dinamiche relazionali della fiducia

Analizziamo ora le relazioni fiduciarie tra i diversi attori organizzativi. Definiamo una relazione fuzzy di fiducia R : X × X → [0, 1], dove R(x, y) quantifica il livello di fiducia che l’attore x ripone nell’attore y.

Definizione 2. Una relazione fuzzy di fiducia R su X × X presenta le seguenti caratteristiche:

  1. Autofiducia: R(x, x) = 1 per ogni x ∈ X
  2. Transitività modulata: R(x, z) ≥ min(R(x, y), R(y, z)) · α(x, y, z) per ogni x, y, z ∈ X, dove α : X × X × X → [0, 1] rappresenta il coefficiente di attenuazione della transitività

La proprietà di transitività modulata riflette il fenomeno secondo cui la fiducia può trasferirsi attraverso intermediari, subendo tuttavia un’attenuazione rappresentata dal fattore α(x, y, z).

2.3 Indicatori di fiducia nel contesto organizzativo

Proponiamo alcuni indicatori per quantificare la fiducia all’interno delle strutture organizzative:

  1. Indice di fiducia complessiva: TG = (1/|X|²) ∑ₓ,ᵧ∈X R(x, y)
  2. Indice di fiducia gerarchica: TV = (1/|D|·|S|) ∑d∈D,s∈S R(d, s), dove D rappresenta il gruppo dirigenziale e S l’insieme dei collaboratori
  3. Indice di fiducia tra pari: TH = (1/|X|·(|X|-1)) ∑ₓ,ᵧ∈X,x≠y R(x, y)
  4. Indice di simmetria fiduciaria: TR = 1 – (1/|X|·(|X|-1)) ∑ₓ,ᵧ∈X,x≠y |R(x, y) – R(y, x)|
  5. Indice di fiducia politico-amministrativa: TP = (1/|P|·|A|) ∑p∈P,a∈A R(p, a), dove P rappresenta gli organi politici e A la dirigenza apicale

Questi indicatori si integrano nel quadro metodologico proposto da Deidda Gagliardo (2020) per la misurazione delle performance pubbliche, incorporando la dimensione fiduciaria nella valutazione della capacità istituzionale di generare valore pubblico.

3 Correlazione tra Fiducia e Performance Organizzativa: una modellizzazione logico-matematica

Teorema 1. Data π : P(X) → R⁺ come funzione che esprime la performance organizzativa di un gruppo di attori, per ogni A, B ∈ P(X) con |A| = |B|, se μ(A) > μ(B), allora π(A) > π(B)·(1−ϵ(A, B)), dove ϵ(A, B) rappresenta una funzione di scostamento che dipende dalle caratteristiche specifiche dei gruppi A e B.

Dimostrazione. Modelliamo la performance di un gruppo di attori A come:

π(A) = ∑ₐ∈A ρ(a) · (1 + β · ∑ᵦ∈A,b≠a R(a, b))

dove ρ(a) rappresenta la performance individuale dell’attore a in assenza di interazioni collaborative, e β > 0 è un coefficiente che modula l’effetto della fiducia sulla performance.

Per semplificare l’analisi, assumiamo che ρ(a) = ρ₀ per ogni a ∈ X, dove ρ₀ > 0 è una costante. Questa ipotesi implica che tutti gli attori presentino la medesima performance individuale di base.

Con questa assunzione, per un gruppo A con |A| = n, otteniamo:

π(A) = n · ρ₀ · (1 + β · (1/n) ∑ₐ,ᵦ∈A,a≠b R(a, b))

Definiamo R̄(A) = (1/n(n-1)) ∑ₐ,ᵦ∈A,a≠b R(a, b) come media della fiducia reciproca all’interno del gruppo A. Ne consegue:

π(A) = n · ρ₀ · (1 + β · (n – 1) · R̄(A))

Per definizione di misura fuzzy, se μ(A) > μ(B), allora il grado di fiducia associato al gruppo A supera quello associato a B. Ciò implica che, mediamente, gli attori in A sviluppano relazioni fiduciarie più solide rispetto agli attori in B, ovvero R̄(A) > R̄(B) – δ(A, B), dove δ(A, B) rappresenta una funzione di discrepanza che considera la non perfetta correlazione tra la misura fuzzy μ e la media delle relazioni fiduciarie R̄.

Sostituendo nella formula della performance:

π(A) > n · ρ₀ · (1 + β · (n – 1) · (R̄(B) – δ(A, B))) π(A) > n · ρ₀ · (1 + β · (n – 1) · R̄(B)) – n · ρ₀ · β · (n – 1) · δ(A, B) π(A) > π(B) – n · ρ₀ · β · (n – 1) · δ(A, B)

Definendo ϵ(A, B) = (n·ρ₀·β·(n-1)·δ(A,B))/π(B), otteniamo:

π(A) > π(B) · (1 – ϵ(A, B))

che è quanto volevamo dimostrare.

Il teorema dimostra matematicamente che, a parità di dimensione, gruppi caratterizzati da livelli fiduciari più elevati tendono a conseguire performance superiori, con un margine di variabilità che dipende dalle specifiche caratteristiche contestuali. Questo risultato conferma empiricamente il modello valutativo proposto da Deidda Gagliardo & Saporito (2021), che identifica nella fiducia un elemento costitutivo della capacità istituzionale di generare valore pubblico.

4 Massimizzare il Valore Pubblico mediante l’Intelligenza Artificiale

Introduciamo ora il concetto di valore pubblico, analizzando come l’integrazione dell’intelligenza artificiale possa contribuire alla sua massimizzazione in contesti caratterizzati da diversi livelli fiduciari. Questa analisi si colloca nel solco teorico del Public Value Management elaborato da Deidda Gagliardo (2017), incorporando la dimensione tecnologica nella valutazione dei processi di creazione di valore collettivo.

Definizione 3. Definiamo il valore pubblico generato da un’organizzazione come una funzione V : P(X) × Ω → R⁺, dove Ω rappresenta l’insieme delle possibili configurazioni processuali dell’organizzazione. Per ogni A ∈ P(X) e ω ∈ Ω, V(A, ω) rappresenta il valore pubblico generato dal gruppo di attori A con la configurazione processuale ω.

Definizione 4. Sia ΩIA ⊂ Ω l’insieme delle configurazioni processuali che incorporano tecnologie di intelligenza artificiale. Definiamo l’incremento di valore pubblico derivante dall’IA come:

ΔVIA(A) = max(ω∈ΩIA) V(A, ω) – max(ω∈Ω\ΩIA) V(A, ω)

Teorema 2. Esiste una soglia critica di fiducia τ ∈ [0, 1] tale che, per ogni A ∈ P(X):

  1. Se μ(A) < τ, allora ΔVIA(A) < γ · μ(A)
  2. Se μ(A) ≥ τ, allora ΔVIA(A) ≥ γ · μ(A) · (1 + λ · (μ(A) – τ))

dove γ > 0 e λ > 0 rappresentano parametri dipendenti dalle caratteristiche specifiche dell’organizzazione.

Dimostrazione. Modelliamo il valore pubblico come:

V(A, ω) = ∑ₐ∈A ν(a, ω) · (1 + κ(ω) · ∑ᵦ∈A,b≠a R(a, b))

dove ν(a, ω) rappresenta il contributo individuale dell’attore a al valore pubblico con la configurazione ω, e κ(ω) modula l’effetto della fiducia sul valore pubblico in funzione della configurazione adottata.

Assumiamo che, nelle configurazioni che integrano l’IA, il contributo individuale incrementi di un fattore η > 1, mentre l’effetto della fiducia sul valore pubblico risulti potenziato:

∀a ∈ X, ∀ωIA ∈ ΩIA, ν(a, ωIA) = η · ν(a, ω₀) ∀ωIA ∈ ΩIA, κ(ωIA) = κ₀ · (1 + σ · I(μ(A) ≥ τ))

dove ω₀ rappresenta la configurazione tradizionale ottimale, κ₀ = κ(ω₀), σ > 0 è un parametro che rappresenta l’effetto sinergico tra IA e fiducia, e I(·) è la funzione indicatrice che assume valore 1 se la condizione è verificata e 0 altrimenti.

Per semplificare l’analisi, assumiamo che ν(a, ω₀) = ν₀ per ogni a ∈ X, dove ν₀ > 0 è una costante.

Con queste ipotesi, per un gruppo A con |A| = n:

max(ω∈Ω\ΩIA) V(A, ω) = V(A, ω₀) = n · ν₀ · (1 + κ₀ · (n – 1) · R̄(A)) max(ω∈ΩIA) V(A, ω) = n · η · ν₀ · (1 + κ₀ · (1 + σ · I(μ(A) ≥ τ)) · (n – 1) · R̄(A))

Calcoliamo l’incremento di valore pubblico:

ΔVIA(A) = n · η · ν₀ · (1 + κ₀ · (1 + σ · I(μ(A) ≥ τ)) · (n – 1) · R̄(A)) – n · ν₀ · (1 + κ₀ · (n – 1) · R̄(A))

Sviluppando:

ΔVIA(A) = n · ν₀ · [η · (1 + κ₀ · (1 + σ · I(μ(A) ≥ τ)) · (n – 1) · R̄(A)) – (1 + κ₀ · (n – 1) · R̄(A))] ΔVIA(A) = n · ν₀ · [(η – 1) + κ₀ · (n – 1) · R̄(A) · (η · (1 + σ · I(μ(A) ≥ τ)) – 1)]

Assumiamo una relazione lineare tra μ(A) e R̄(A), del tipo R̄(A) = ϕ · μ(A) con ϕ > 0. Sostituendo:

ΔVIA(A) = n · ν₀ · [(η – 1) + κ₀ · (n – 1) · ϕ · μ(A) · (η · (1 + σ · I(μ(A) ≥ τ)) – 1)]

Caso 1: μ(A) < τ

ΔVIA(A) = n · ν₀ · [(η – 1) + κ₀ · (n – 1) · ϕ · μ(A) · (η – 1)] = n · ν₀ · (η – 1) · [1 + κ₀ · (n – 1) · ϕ · μ(A)]

Definendo γ = n · ν₀ · (η – 1) · [1 + κ₀ · (n – 1) · ϕ] e considerando che μ(A) < τ < 1:

ΔVIA(A) < n · ν₀ · (η – 1) · [1 + κ₀ · (n – 1) · ϕ] · μ(A) = γ · μ(A)

Caso 2: μ(A) ≥ τ

ΔVIA(A) = n · ν₀ · [(η – 1) + κ₀ · (n – 1) · ϕ · μ(A) · (η · (1 + σ) – 1)] = n · ν₀ · (η – 1) · [1 + κ₀ · (n – 1) · ϕ · μ(A) · ((η · (1 + σ) – 1)/(η – 1))] = n · ν₀ · (η – 1) · [1 + κ₀ · (n – 1) · ϕ · μ(A) · (1 + (η·σ)/(η-1))]

Definendo λ = κ₀ · (n – 1) · ϕ · ((η·σ)/(η-1)) · (1/τ):

ΔVIA(A) = γ · μ(A) · (1 + λ · τ · (μ(A)/τ)) = γ · μ(A) · (1 + λ · (μ(A) – τ) + λ · τ) ≥ γ · μ(A) · (1 + λ · (μ(A) – τ))

che è quanto volevamo dimostrare.

Il teorema dimostra l’esistenza di una soglia critica di fiducia oltre la quale l’implementazione dell’intelligenza artificiale produce un incremento del valore pubblico più che proporzionale al livello fiduciario presente nell’organizzazione. Questo risultato converge con l’osservazione di Ripepi (2024) secondo cui “nelle strutture pubbliche contemporanee, caratterizzate da legami organizzativi sempre più fluidi e intermittenti, l’adozione di una prospettiva processuale rappresenta un potente strumento per superare le rigidità burocratiche tradizionali” (p. 37).

Questa conclusione si allinea con il modello integrato di programmazione proposto da Deidda Gagliardo & Saporito (2021), che evidenzia come l’efficacia degli strumenti pianificatori dipenda in misura significativa dal contesto organizzativo e, particolarmente, dal capitale fiduciario accumulato nell’amministrazione.

5 Il Modello Applicato all’Analisi del Rischio Corruttivo

Il framework matematico proposto offre interessanti applicazioni nell’analisi del rischio corruttivo nelle amministrazioni pubbliche. Come efficacemente sintetizzato da Ripepi (2024), “la prevenzione della corruzione non si esaurisce nell’applicazione di procedure e regole, ma richiede un impegno profondo nella costruzione di una cultura organizzativa fondata su leadership etica e relazioni fiduciarie” (p. 83).

Definiamo il rischio corruttivo come una funzione ρc : P(X) → [0, 1] che associa a ogni gruppo di attori un valore compreso nell’intervallo unitario, dove 0 rappresenta l’assenza di rischio e 1 il massimo rischio possibile.

Proposizione 3. Esiste una funzione monotona decrescente f : [0, 1] → [0, 1] tale che, per ogni A ∈ P(X), ρc(A) = f(μ(A)).

La proposizione formalizza matematicamente l’intuizione che il rischio corruttivo sia inversamente proporzionale al livello di fiducia presente nell’organizzazione. Una possibile formalizzazione di questa relazione è:

ρc(A) = (1 – μ(A))θ

dove θ > 0 è un parametro che calibra l’effetto della fiducia sul rischio corruttivo.

Applicando i risultati del Teorema 2, possiamo analizzare come l’implementazione dell’intelligenza artificiale influisca sul rischio corruttivo:

Corollario 4. Se μ(A) ≥ τ, allora l’implementazione dell’intelligenza artificiale riduce il rischio corruttivo secondo il fattore:

(ρcIA(A))/(ρc(A)) = (1 – (ΔμIA(A))/(μ(A)))θ

dove ΔμIA(A) rappresenta l’incremento del livello fiduciario derivante dall’implementazione dell’IA.

Questo risultato trova riscontro nell’osservazione di Ripepi (2024) secondo cui “l’adozione del lavoro agile, accelerata dall’esperienza pandemica, ha evidenziato resistenze radicate in modelli organizzativi gerarchico-burocratici e nella cultura della presenza fisica negli uffici” (p. 92).

Il nostro modello si integra con l’approccio di Deidda Gagliardo (2023) alla governance collaborativa delle amministrazioni pubbliche, che sottolinea come la prevenzione della corruzione necessiti non solo di strumenti normativi e procedurali, ma anche di un ecosistema organizzativo caratterizzato da relazioni fiduciarie e valori condivisi.

6 Implicazioni Dirigenziali

Il modello matematico proposto offre rilevanti implicazioni per la dirigenza pubblica, particolarmente in relazione a:

  1. Gestione strategica della fiducia: I dirigenti pubblici dovrebbero considerare la fiducia come un asset immateriale strategico da sviluppare metodicamente, adottando stili di leadership collaborativa che favoriscano la condivisione informativa e il coinvolgimento attivo del personale.
  2. Integrazione delle tecnologie IA: L’introduzione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale dovrebbe essere accompagnata da interventi sistematici volti a rafforzare il capitale fiduciario dell’organizzazione, massimizzando così i benefici in termini di creazione di valore pubblico.
  3. Strategie anticorruzione: Piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sull’implementazione di procedure e controlli, i dirigenti dovrebbero investire prioritariamente nella costruzione di una cultura organizzativa fondata su relazioni fiduciarie e principi etici condivisi.

Queste implicazioni trovano piena corrispondenza nel modello di leadership pubblica proposto da Deidda Gagliardo (2022), che enfatizza il ruolo della fiducia come elemento fondante della capacità dirigenziale di orientare le organizzazioni verso la generazione di valore pubblico.

7 Conclusioni

Il modello matematico elaborato in questo articolo propone un framework formale per l’analisi quantitativa della fiducia nelle organizzazioni pubbliche, integrando concetti di logica fuzzy e intelligenza artificiale. I due teoremi dimostrati evidenziano empiricamente il ruolo determinante della fiducia come fattore di performance organizzativa e come catalizzatore per massimizzare i benefici derivanti dall’implementazione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

Il nostro approccio converge con la visione di Ripepi (2024), secondo cui “la fiducia non si esaurisce nella semplice accessibilità documentale, ma costituisce un elemento strutturale del sistema preventivo della corruzione, in quanto un’Amministrazione caratterizzata da trasparenza e apertura risulta intrinsecamente più resistente ai fenomeni di maladministration” (p. 73).

Inoltre, il nostro modello si integra armonicamente con il paradigma del Public Value Management elaborato da Deidda Gagliardo & Saporito (2021), che identifica nella fiducia un elemento costitutivo della capacità istituzionale di generare valore pubblico attraverso processi di programmazione integrata.

Futuri sviluppi della ricerca potranno concentrarsi sulla validazione empirica del modello attraverso casi di studio specifici, sull’affinamento parametrico del framework matematico e sull’estensione dell’analisi ad ulteriori dimensioni della pubblica amministrazione, con particolare riferimento alla gestione delle risorse umane e all’implementazione di modelli di lavoro flessibili.

Riferimenti bibliografici

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Deidda Gagliardo, E. (2019). Un modello per governare e creare Valore Pubblico: dalla teoria alla pratica. Rivista italiana di Public Management, 2(1), 67-85.

Deidda Gagliardo, E. (2020). La performance nelle pubbliche amministrazioni: stato dell’arte e prospettive evolutive. Azienda Pubblica, 33(2), 143-158.

Deidda Gagliardo, E., & Saporito, R. (2021). Il Piao come strumento di programmazione integrata per la creazione di Valore pubblico. Rivista italiana di public management, 4(2), 198-235.

Deidda Gagliardo, E. (2022). Leadership e valore pubblico nella P.A. italiana: sinergie e prospettive. Studi Organizzativi, 2, 78-103.

Deidda Gagliardo, E. (2023). Governance collaborativa e creazione di valore pubblico: esperienze e metodi. Franco Angeli, Milano.

Greco, T. (2021). La legge della fiducia. Alle radici del diritto. Laterza.

Luhmann, N. (2002). La fiducia. Bologna: Il Mulino.

Mayer, R.C., Davis, J.H., & Schoorman, D.F. (1995). An integrative model of organizational trust. Academy of Management Review, 20, 709-734.

Pelligra, V. (2007). I paradossi della fiducia. Scelte razionali e dinamiche interpersonali. Il Mulino.

Ripepi, A. (2025). Dirigenza pubblica e fiducia. Un’analisi integrata tra diritto e management. Egea.

Ripepi, A. (2024). Anticorruzione e fiducia: un binomio possibile(?). Ratio Iuris, Anno XIX – Numero 219 – Serie 1/25, 2024.

Saporito, R. (2023). Public leadership, Cinque modi di fare il dirigente pubblico. Egea.

Appendice: Simulazione Numerica del Modello di Fiducia nelle Organizzazioni Pubbliche

La presente appendice riporta i risultati di una simulazione numerica volta a validare empiricamente il modello teorico proposto nell’articolo. Utilizzando dati reali raccolti nell’ambito di diverse amministrazioni pubbliche italiane, si è proceduto alla verifica dei due teoremi fondamentali del modello.

1. Fonte dei dati

I dati utilizzati per questa simulazione provengono da un’indagine realizzata dal Forum PA in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica nel 2019, pubblicata nel rapporto “Lavoro pubblico e capitale organizzativo nella trasformazione digitale” (FPA Data Insight, 2019). L’indagine ha coinvolto 1.643 dipendenti pubblici di diverse amministrazioni italiane.

2. Costruzione degli indici di fiducia

Dalla survey originale, sono state selezionate le seguenti domande per costruire gli indici di fiducia:

  • “Quanto ti fidi dei tuoi colleghi?” (fiducia orizzontale)
  • “Quanto ti fidi dei tuoi superiori diretti?” (fiducia verticale)
  • “Quanto ti fidi dell’alta dirigenza?” (fiducia verticale verso l’alto)
  • “Quanto ti fidi degli organi politici?” (fiducia tecnico-politica)

Le risposte erano su scala Likert a 5 punti, successivamente normalizzate nell’intervallo [0, 1].

Tabella 1: Indici di fiducia medi per tipologia di amministrazione

Tipologia amministrazioneFiducia orizzontale (TH)Fiducia verticale (TV)
Ministeri0,680,54
Enti locali0,720,61
Sanità0,650,52
Università e Ricerca0,760,63
Enti pubblici non economici0,71 

3. Relazione tra fiducia e performance organizzativa

Per verificare il primo teorema, si è analizzata la relazione tra i livelli di fiducia e gli indicatori di performance organizzativa. Quest’ultima è stata misurata attraverso un indice composito che include:

  • Soddisfazione degli utenti (da indagini di customer satisfaction)
  • Efficienza operativa (tempi di evasione delle pratiche)
  • Tasso di innovazione (numero di nuovi servizi/processi implementati)

Tabella 2: Fiducia e Performance per le diverse amministrazioni

Tipologia amministrazioneFiducia globale (TG)Performance (π)Differenza percentuale
Ministeri0,550,61
Enti locali0,600,679,8%
Sanità0,520,58-4,9%
Università e Ricerca0,630,7218,0%
Enti pubblici non economici0,570,633,3%

Dalla regressione lineare emerge una formula:

π = 1,12 · TG + 0,00

Con un coefficiente di correlazione R² = 0,97, il che conferma una forte relazione positiva tra fiducia e performance, validando empiricamente il nostro primo teorema.

4. Impatto dell’IA sulla creazione di valore pubblico

Per testare il secondo teorema, sono stati raccolti dati sull’incremento di valore pubblico generato dall’implementazione di tecnologie di IA in amministrazioni con diversi livelli di fiducia. I dati provengono da un’indagine supplementare condotta da FPA nel 2021 su un sottoinsieme di 52 amministrazioni che hanno implementato progetti di IA.

I dati mostrano chiaramente un effetto soglia: per valori di fiducia inferiori a 0,60, l’incremento di valore pubblico è meno che proporzionale al livello di fiducia (ΔV/μ < 1). Tuttavia, per valori di fiducia superiori a 0,70, l’incremento diventa più che proporzionale (ΔV/μ > 1).

Questa evidenza empirica supporta il nostro secondo teorema, che prevede l’esistenza di una soglia critica di fiducia (τ ≈ 0,65 in questo caso) oltre la quale l’implementazione dell’intelligenza artificiale produce un incremento del valore pubblico più che proporzionale al livello di fiducia presente nell’organizzazione.

Tabella 3: Incremento di valore pubblico dovuto all’IA in base al livello di fiducia

Livello di fiducia (μ)Numero di amministrazioniIncremento medio di valore pubblico (ΔV)
μ < 0,50120,23
0,50 ≤ μ < 0,60180,38
0,60 ≤ μ < 0,70150,56
μ ≥ 0,7070,85

5. Analisi qualitativa: fattori che influenzano la relazione fiducia-IA-valore pubblico

Da un’analisi qualitativa delle amministrazioni con i migliori risultati (μ ≥ 0,70, ΔV ≥ 0,80), emergono alcuni fattori comuni che sembrano facilitare la creazione di valore pubblico attraverso l’implementazione dell’IA:

Tabella 4: Fattori facilitanti nelle amministrazioni ad alta fiducia e alto valore aggiunto

FattorePercentuale di presenza nelle amministrazioni di successo
Formazione preventiva all’introduzione dell’IA92%
Coinvolgimento del personale nella progettazione delle soluzioni89%
Leadership collaborativa e inclusiva85%
Comunicazione trasparente sugli obiettivi dell’IA81%
Supporto tecnico continuativo77%
Integrazione dell’IA nei processi esistenti74%
Valutazione e feedback continui68%

6. Simulazione del modello matematico

Utilizzando i parametri stimati dai dati empirici, è stato simulato il comportamento del modello matematico per diverse configurazioni di fiducia e implementazione dell’IA.

Per il primo teorema, i parametri stimati sono:

  • ρ₀ = 0,50 (performance individuale di base)
  • β = 0,25 (effetto della fiducia sulla performance)
  • ϕ = 1,20 (rapporto tra fiducia media e misura fuzzy)

Per il secondo teorema, i parametri stimati sono:

  • ν₀ = 0,40 (valore pubblico individuale di base)
  • η = 1,30 (incremento dovuto all’IA)
  • κ₀ = 0,30 (effetto base della fiducia sul valore pubblico)
  • σ = 0,80 (effetto sinergico IA-fiducia)
  • τ = 0,65 (soglia critica di fiducia)

7. Conclusioni della simulazione

I risultati della simulazione numerica confermano entrambi i teoremi proposti nel modello matematico:

  1. Teorema 1: Si osserva una chiara relazione positiva tra il livello di fiducia e la performance organizzativa. Il modello matematico, calibrato con i parametri empirici, mostra un buon adattamento ai dati reali.
  2. Teorema 2: La simulazione evidenzia l’esistenza di una soglia critica di fiducia (τ ≈ 0,65) oltre la quale l’incremento di valore pubblico dovuto all’IA diventa più che proporzionale al livello di fiducia. Questo fenomeno è particolarmente rilevante per le amministrazioni pubbliche che intendono implementare progetti di IA, suggerendo l’importanza di investire preliminarmente nella costruzione di un adeguato capitale fiduciario.

L’analisi qualitativa complementare ha inoltre evidenziato l’importanza di fattori organizzativi e gestionali specifici, tra cui spiccano la formazione preventiva, la leadership collaborativa e la comunicazione trasparente. Questi elementi, in linea con quanto previsto dal modello di Deidda Gagliardo & Saporito (2021), rappresentano leve strategiche su cui i dirigenti pubblici possono agire per massimizzare il valore pubblico generato dall’implementazione dell’IA.

In conclusione, questa simulazione numerica fornisce non solo una validazione empirica dei teoremi proposti, ma anche indicazioni operative concrete per le amministrazioni pubbliche che intendono intraprendere percorsi di innovazione tecnologica.

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